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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 23/03/2012

All'indirizzo http://liberalizzazioni.diritto.it/docs/5088288-premi-ai-comuni-virtuosi?source=1&tipo=news

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Premi ai comuni virtuosi

Premi ai comuni virtuosi

Pubblicato in Normativa nazionale il 23/03/2012
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Con il del Governo passa un ordine del giorno al dl liberalizzazioni (convertito ieri dalla Camera): possibile revisione dei vincoli del Patto. Accelerazione sulla riduzione dei tempi di pagamento alle imprese
 
di Giuseppe Manfredi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)
 
Decreto liberalizzazioni, disco verde definitivo dalla Camera dei deputati. Ieri il d.l. 1 del 2012 è stato convertito e attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Testo già da tempo blindato, ovviamente, ma ancora ieri fioccavano gli ordini del giorno: molti quelli approvati, alcuni dei quali hanno ricevuto il via libera dal Governo. Per esempio quello che impegna l’esecutivo a “prevedere meccanismi di premialità per i comuni virtuosi in coerenza con la riforma federalista in corso”. A metterlo nero su bianco la Lega nord. Nella precedente formulazione, l’ordine del giorno stabiliva l’impegno per il governo “a rivedere le disposizioni oggi previste a carico degli enti locali, prevedendo un allentamento dei vincoli ora vigenti per i comuni virtuosi e riprendendo altresi’ la riforma federalista attualmente sospesa”. “Grazie all’approvazione di un mio ordine del giorno il Governo si impegna a rivedere i vincoli a cui sono sottoposti gli enti locali in particolare quelli derivanti dal patto di stabilità interno e a riprendere la riforma federale attualmente sospesa. Si tratta di un successo della Lega
Nord che continua a dimostrare una grande attenzione verso le autonomie locali”, dichiara la deputata leghista Maria Piera Pastore, firmataria dell’odg. “Oggi - prosegue - i comuni non possono offrire servizi adeguati, rispondere alle necessità dei cittadini, ne effettuare investimenti sul territorio ed è quindi necessario che il Governo usando buon senso consenta ai sindaci la possibilità di fare ‘buona amministrazione’“. L’Aula della Camera ha anche approvato un ordine del giorno sempre della Lega sul tetto delle commissioni che i commercianti devono pagare sulle vendite pagate con carte di credito e bancomat. Sul testo il governo aveva prima dato parere contrario poi si e’ rimesso all’Aula. Nell’ordine del giorno, a firma Claudio D’Amico, “si impegna il governo a rivalutare gli effetti delle disposizioni di cui all’articolo 27, al fine di assumere iniziative normative volte a ripristinare norme che fissino tetti massimi
massimi non superiori all’1,5 per cento alle commissioni a carico degli esercenti, in relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento, in particolare carte di credito e bancomat”. Il Governo si è inoltre impegnato ad “avviare un tavolo di confronto con le organizzazioni di rappresentanza del settore automobilistico per individuare politiche attive di attenuazione della crisi del settore, con misure che promuovano l’acquisto di auto a basso tasso di emissioni inquinanti da parte delle famiglie e dei giovani, migliorino l’accesso al credito di automobilisti e imprese, comprese quelle del settore, rafforzino la regolamentazione del comparto in chiave anti elusiva e realizzino un riordino della fiscalità automobilistica” (ordine del giorno della Pd Silvia Velo, vicepresidente della commissione Trasporti di Montecitorio). Accolto un altro odg a firma Lega che impegna il Governo ad adottare le opportune iniziative per avviare in tempi rapidi l’esame della proposta di legge per la riduzione dei termini di pagamento nelle transazioni commerciali e per il recupero dei crediti. Con 261 voti a favore, 41 contrari (Idv e Radicali) e 161 astenuti (Pd), la Camera dei Deputati ha approvato l’ordine del giorno, presentato da un gruppo di deputati appartenenti a differenti gruppi politici, primo firmatario Alfredo Mantovano, sul riposo domenicale. Con l’ordine del giorno il governo viene impegnato, informa una nota di Mantovano, “in sede di applicazione delle norme dello stesso decreto: 1) a garantire il riposo domenicale, fatte salve le deroghe costituite dai servizi pubblici essenziali, dalle attività di ristorazione e di intrattenimento, da quelle che vengono svolte in località ad alta presenza turistica; 2) a prevedere la volontarietà del lavoro domenicale; 3) a non far derivare effetti pregiudizievoli per il lavoratore che scelga di non prestare la sua opera di domenica. Nella dichiarazione di voto, al di là della plurimillenaria
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